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Catechesi
CEC DON BOSCO Catechesi Dal mondo catechistico Febbraio 2006

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Per le vostre segnalazioni: Dossier Catechista, Elledici, 10096 Leumann (To).
E-mail: dossier@elledici.org

Febbraio 2006

Verso il convegno di Verona
«Ricorda, racconta, cammina: da Palermo 1995 a Verona 2006» è il titolo di una tre giorni che si è svolta a Palermo in preparazione al Convegno di Verona (vedi l’editoriale a pag. 2). Il confronto e la verifica sul percorso compiuto dalla Chiesa in Italia nella ricerca di una comunicazione della fede attenta alle dinamiche culturali del nostro tempo si è svolta nei giorni 24/26 novembre 2005. Dunque da Palermo 1995 a Verona 2006 per trasmettere la fede nel Risorto, speranza del mondo. Al Convegno è intervenuto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei. La conclusione dell’evento è stata caratterizzata dalla consegna alla comunità ecclesiale, nei primi Vespri della prima Domenica di Avvento, della Prima Lettera di Pietro, testo di riferimento per il IV Convegno Ecclesiale. Questo gesto è stato proposto a tutti i vescovi italiani, utilizzando l’edizione di tale Lettera, nella nuova traduzione Cei, che è stata pubblicata per l’occasione. Sempre in preparazione al Convegno di Verona sono stati messi in programma altri quattro appuntamenti: a Terni (10-19 febbraio), a Novara (24 marzo-7 aprile), ad Arezzo (8-14 maggio) e a Rimini (19-25 giugno).

Nel segno dell’arcobaleno
Come costruire un ritiro per la Cresima in modo vario e affascinante? Come unire due gruppi di estrazione diversa (Oratorio e Scout) che si ritroveranno insieme a ricevere il Sacramento? Come far sentire i ragazzi parte della comunità cristiana? Ci hanno provato i catechisti, animatori e capi Scout di Lanzo Torinese. Hanno costruito l’uscita in preparazione alla Cresima con un buon lavoro d’équipe, mettendo da parte diffidenze e precomprensioni. I 60 ragazzi sono stati invitati a un weekend ambientato alla corte di un antico sovrano. Sette squadre (distinte da una fascia con un colore dell’arcobaleno) hanno ritrovato una pergamena segreta con il percorso da compiere. Ogni squadra avrebbe incontrato un testimone della comunità parrocchiale: questi raccontava la propria esperienza di fede, spiegandone il valore e l’utilità per la propria vita. Poi invitava ciascuna squadra a mettersi in gioco, facendole superare una prova con la forza della coesione. Così i ragazzi hanno conosciuto meglio chi è stato volontario in Africa o tra i sordomuti del Cottolengo, chi fa clownterapia tra le corsie di un ospedale o l’assistente sociale con i ragazzi in difficoltà, chi è stato animatore e ora è un professionista coerente, chi ha fatto del cristianesimo la propria scelta di vita come sacerdote. «Allora il cristianesimo è una cosa viva», hanno pensato i ragazzi, mentre abbinavano alle storie sentite ciascuno dei 7 doni dello Spirito. Lo Spirito Santo era finalmente una presenza «visibile» nelle storie un po’ nascoste di chi abitava a due passi da casa loro. Il giorno della Cresima i ragazzi hanno ancora indossato le fasce colorate. Come in un arcobaleno, diversi nei carismi ma uniti dallo stesso Spirito.

Problemi di fede dei genitori dei ragazzi
Sulla rivista catechistica francese Points de Repère, Arlette Pareyre risponde a un’ipotetica domanda posta da un catechista: «Quando i genitori interrogano sulla fede, tocca a noi rispondere?». «È una situazione di fronte alla quale si sono trovati tutti», afferma Arlette. «Quale catechista non si è sentita fare da qualche genitore che è venuto a riprendere suo figlio una domanda su questioni religiose? Ed è legittimo domandarsi se si ha la competenza per rispondere, oppure se spetta a un altro farlo. In realtà queste domande sono un’occasione privilegiata per creare un dialogo positivo con loro. Un catechista dovrebbe ritenere normale essere interpellato su questioni di fede, sia su quelle che pongono i ragazzi, che su quelle poste dai loro genitori. Siete voi, infatti, nella maggioranza dei casi, i primi interlocutori che potrebbero innescare una riflessione personale sulla fede. Siate dunque sempre disposti a sentire i loro problemi, perché in quanto cristiani e catechisti avete ricevuto la missione di testimoniare la vostra fede. Se poi vi sembra che il problema posto richieda un approfondimento, cercate di favorire un incontro con un prete che porterà avanti il cammino iniziato da voi».

Ogni giovane è amato da Dio
Marie-France Violleau è stata per cinque anni animatrice della Joc (Gioventù cristiana operaia) e ora è responsabile diocesana per l’animazione religiosa nelle scuole in Francia. La rivista di catechesi Tabga le ha chiesto di esprimere qualche sua impressione sui giovani d’oggi. «In ogni giovane abita Dio e si rivela il volto di Dio», ha detto. «Dobbiamo riflettere di più sul fatto che la fede li può rendere felici». Nel suo impegno di avvicinare i giovani a Dio, Marie-France organizza momenti di preghiera e week-end di riflessione in cui li sfida a smettere di bere alcol o di far uso di droga… Marie-France ha un metodo personale: partire dalle esperienze di vita di ciascuno facendo uso soprattutto della Bibbia e di icone suggestive. Invita i giovani a gustare alcuni alimenti famigliari che compaiono nella Bibbia: il sale, l’acqua, il pane, il miele… Ed essi esprimono ciò che questi sapori evocano alla loro vita quotidiana. Per esempio:  «Che cosa è dolce o amaro nella mia vita?»; «Osiamo essere sale e pane per gli altri?». A volte mette in scena un episodio biblico. Una volta hanno rappresentato il «Giudizio finale» del vangelo di Matteo. «Gli adolescenti si sono resi conto che la Parola di Dio parla della vita. Hanno scoperto che Gesù, in un mondo di sopraffazione e di competizione, si identifica con i più piccoli». Un’altra delle iniziative promosse da Marie-France è quella di far passare ai giovani un breve periodo a Taizé. Al ritorno si dimostrano più aperti e socializzati. Nella foto, Marie-France Violleau.

In Russia una rivista al servizio dei catechisti
Ha per titolo Ràduga («Arcobaleno») la nuova rivista di catechesi fondata nel 2003 in Russia. Il comitato di redazione è formato da un sacerdote filosofo spagnolo, il claretiano padre José Maria Vegas, da un sacerdote italiano, da due studiosi religiosi sloveni, da una laica russa Nadia Martinovich, che ha già dieci anni di esperienza nella catechesi e dalla libanese suor Teresa  Kanacry, direttrice del centro catechistico di San Pietroburgo. Spiega suor Teresa: «Il nostro vescovo ha accolto molto bene l’iniziativa e ha auspicato che la conferenza episcopale la adottasse per tutta la Russia!». Ràduga esce quattro volte all’anno e di fatto ha una diffusione nazionale, raggiungendo i centri catechistici delle 4 diocesi e tutte le parrocchie cattoliche. Gli articoli sono scritti da teologi, biblisti, liturgisti, esperti di catechisti. «Siccome noi siamo poveri di specialisti», dice ancora suor Teresa, «noi facciamo appello agli stranieri e ci affidiamo a molti articoli tradotti da altre riviste europee di catechesi. Con  questa collaborazione da parte di tutti, ci sentiamo legati alla Chiesa universale» Scopo principale della rivista è quello della formazione diretta dei catechisti, con suggerimenti sulla metodologia e sulle tecniche da adottare per sviluppare gli argomenti di studio nella catechesi degli adulti, per l’accompagnamento dei catecumeni, negli incontri con i bambini e i giovani, nella catechesi famigliare. Ràduga è stampata e spedita per ora in 500 copie dalla tipografia salesiana di Gatcina (San Pietroburgo), diretta da don Giuseppe Tabarelli.


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