 |
| |
| |
| studi e proposte |
| |
| strumenti |
| |
| scuola catechisti |
| |
| catechesi ai genitori |
| |
| Lettere in Redazione |
| |
| Dossier Catechista |
| |
| Documenti |
| |
| |
| |
|
Il volo della grande aquila
di Stefano Torrisi
Si trova nella cintura torinese, presso Rivoli, la parrocchia San Giuseppe. La chiesa ha la forma curiosa di una vela. Una comunità di pochi bambini, che ruotano però tutti attorno alla parrocchia, grazie all’attività estiva in montagna e all’animazione catechistica.
L’obiettivo di ogni anno

Uno dei ragazzini con il gagliardetto dell’aquila
|
La coordinatrice della catechesi in parrocchia è Giuseppina (Giusy) Loi. È un’insegnante con una buona esperienza sulle spalle e sa di poter contare sulla fiducia di don Claudio e degli animatori. È lei che coinvolge tutti nella programmazione del grande obiettivo di ogni anno e può contare sulla preziosa collaborazione di Antonio Conte, un giovane studente dell’Istituto superiore di Scienze religiose, responsabile della pastorale giovanile.
Il primo compito di ogni nuovo anno catechistico è scatenare la fantasia per individuare un’icona affascinante che diventi centro unificante di tutte le attività. Due anni fa è stata scelta l’icona del treno, l’anno scorso quella della barca, simboli di viaggi e traversate pieni di avventura. L’icona viene trasferita sui cartelloni, specificata in tappe, si fa racconto, strumento di catechesi. Quest’anno è stata scelta l’icona dell’aquila. «L’abbiamo scoperta tra i simboli dei quattro evangelisti (l’aquila è Giovanni)», dice Giusy, «e sappiamo che è un animale che piace molto ai ragazzi».
Come parlare dell’aquila
«L’aquila», ha spiegato Giusy agli animatori e ai ragazzi, «sovrasta i cieli come un re dell’aria! Ha un’apertura alare molto grande e un bel piumaggio di color bruno-rossiccio. Ha lo sguardo fiero e attento! L’aquila in alcune leggende rappresenta la forza. Nella nostra fede è il simbolo della forza dello Spirito. Spesso si vedono statue di aquile che combattono con i leoni per rappresentare il combattimento tra spirito e corpo. Ecco perché l’evangelista Giovanni, il più giovane dei discepoli di Gesù, è sempre rappresentato con un’aquila al suo fianco. Quindi quest’anno non c’è simbolo migliore per accompagnarci in un viaggio attraverso la Storia della Salvezza, che è storia d’amore tra Dio e l’uomo!».
Ogni sabato pomeriggio
Racconta Giusy: «La nostra metodologia è questa. Ci troviamo il sabato, tutti insieme (anche i genitori) nel grande salone. C’è subito un bel momento di accoglienza festosa: i giovani fanno eseguire dei canti, dei ban. Poi si prega insieme. Io presento il tema attraverso disegni e cartelloni, che poi lasciamo in chiesa durante la messa della domenica. Ogni tema viene concordato nella settimana con gli altri catechisti. I giovani raccontano in dieci minuti una storia collegata al tema della settimana. Nell’incontro di gruppo che segue, i singoli catechisti sviluppano il tema nel modo più coinvolgente. Nel primo sabato al posto dell’incontro di gruppo abbiamo fatto una simpatica merenda tutti insieme».
Il programma dei primi tre mesi

Il parroco don Claudio con la catechista Giusy
|
Continua Giusy: «Il sabato seguente c’è la solita introduzione al tema. Ma iniziamo chiacchierando un po’, cerchiamo di conoscere i nuovi amici, ci ripresentiamo... Ciascuno colora la propria aquila, mentre i catechisti trovano la maniera di collegare l’aquila alla storia della salvezza (vedi box). Ci siamo accorti che i ragazzi conoscono poco la Bibbia e quest’anno l’intenzione è di fargliela conoscere da vicino. Nella terza settimana affrontiamo il tema della creazione. C’è spazio per un momento di laboratorio, in cui con la creta facciamo “creare” qualcosa di speciale ai ragazzi. Poi, raccontiamo la storia di Adamo, di Eva e del serpente, facciamo brainstorming (*) e chiediamo ai ragazzi: “Che cosa vuol dire peccato?”.
Nella quarta settimana parliamo di Abramo e della promessa di Jawhé di dargli un popolo numeroso come le stelle del cielo. Facendo brainstorming domandiamo: “Che cosa pensi quando si parla di una cosa impossibile?”. Come laboratorio facciamo disegnare e ritagliare una stella (carta, plastica, cartone, stoffa, foglie... ) e ogni ragazzo ci scrive il suo nome e le sue tre principali qualità e la incolla nel cartellone del firmamento. Ogni ragazzo è una di quelle stelle promesse ad Abramo».
Quinta e sesta settimana
«Nella quinta settimana presentiamo la storia di Mosè e i prodigi di Jawhé per liberare il suo popolo». È sempre Giusy che racconta: «Facciamo poi brainstorming chiedendo loro: “Che cos’è la schiavitù?”. Come laboratorio facciamo ricercare su alcune riviste immagini degli schiavi di oggi, ritagliando le foto e preparando un collage.
Nella sesta settimana presentiamo la storia del pastorello Davide, scelto da Dio per diventare re di Israele. Come brainstorming chiediamo ai ragazzi: “Vorresti essere scelto da Dio? Per fare che cosa?”. Per il laboratorio diciamo ai ragazzi di lasciare un messaggio dentro una bottiglia per Gesù, per spiegare che cosa ciascuno vuole fare per lui, perché vorrebbe essere scelto. Li invitiamo a decorare ben bene la bottiglia con un etichetta creata da loro stessi. Infine leggiamo e cantiamo insieme un salmo di Davide.
Quanto alla settima settimana il tema è obbligato: siamo alla vigilia di Natale, arriva Gesù, il figlio di Dio!!!».
La prima messa dell’anno
La presentazione delle attività viene fatta nella prima messa dell’anno. Sono tutti presenti alla messa con i genitori e una catechista dice: «Ieri pomeriggio abbiamo iniziato il nostro percorso catechistico di quest’anno. Faremo insieme un viaggio nella Storia della salvezza accompagnati da un’aquila che ci porterà a conoscere la Bibbia. Abbiamo scelto il simbolo dell’aquila perché questo animale rappresenta lo Spirito che soffia sulla Parola di Dio e sui suoi personaggi. Ogni gruppo sarà, perciò, contraddistinto da un’aquila. Le aquile saranno presentate durante l’offertorio».
Al momento dell’Offertorio un ragazzo per ogni gruppo si presenta davanti all’altare con il gagliardetto-aquila, e legge al microfono queste invocazioni:
1. Portiamo l’aquila della creazione per ringraziare Dio di aver creato il mondo e gli esseri viventi. Dio ha creato il mondo per dire all’uomo: «Io ti voglio bene!».
2. Portiamo l’aquila della promessa, l’aquila di Abramo a cui è stata promessa una grande discendenza. Dio lo ha fatto per dire all’uomo: «Io ti sono vicino!».
3. Portiamo l’aquila della liberazione, l’aquila di Mosè, che ha fatto uscire il popolo dalla sua schiavitù. Dio ci ha liberati per dire all’uomo: «Tu sei libero!».
4. Portiamo l’aquila della scelta, l’aquila di Davide, che è stato scelto da Dio per diventare re. Dio ha scelto anche noi e ci ha scelti per dire all’uomo: «Io ti voglio al mio fianco!».
5. Portiamo l’aquila della decisione, di Maria che dice sì al Signore per portare suo figlio sulla terra. Dio ci chiede il sì per dirci: «Voglio che tu mi ami!».
6. Portiamo l’aquila di Gesù, che viene per compiere la salvezza con la risurrezione. Gesù viene per dirci: «Dio ti salva!».
Infine arrivano due catechisti, portando il pane e il vino e una grande copia della Bibbia, e dicono: «Portiamo il pane e il vino, simbolo di Gesù che viene tra noi e si fa dono per tutta l’umanità»;
«Portiamo la Bibbia, che contiene la storia della Salvezza, la storia d’amore tra Dio e l’uomo».
NOTA
(*) Brainstorming: parola inglese che significa «scatenamento dei cervelli». Ciascuno esprime liberamente la propria opinione. È proibito esprimere giudizi negativi su ciò che dicono gli altri. È importante che le idee siano tante. Al termine si sceglie l’idea migliore.
CHE AQUILA SEI? (i sei gruppi)
L’Aquila della Creazione
È l’aquila di Dio. In sette giorni Dio ha creato il mondo. Dal buio ha creato la luce. Ha creato la terra e i mari. Ha creato gli esseri viventi. Ha creato l’uomo e la donna. E il settimo giorno si è riposato. Dio ha fatto tutto questo perché voleva amare l’uomo e dargli un mondo meraviglioso! Per dire all’uomo: «Io ti voglio bene!»
L’aquila della Promessa
È l’aquila di Abramo. Il popolo che Dio ha scelto è senza terra. Non sa dove vivere, dove dormire. Abramo è il padre di questo popolo, ma non ha figli. Dio gli promette una discendenza grande come il cielo e le sue stelle. Dio fa tutto questo perché vuole che l’uomo si fidi di lui. Per dire all’uomo: «Non temere».
L’aquila della Liberazione
È l’aquila di Mosè. Il popolo di Dio è caduto in schiavitù. Gli Egiziani lo tengono prigioniero ma Jawhé attraverso Mosè libera il popolo. Dio fa tutto questo perché vuole che l’uomo sia libero da ogni schiavitù. Per dire all’uomo: «Cammina libero!».
L’aquila della Scelta
È l’aquila di Davide. Il popolo di Dio ha bisogno di un re che lo guidi sulla strada di Dio. Gli uomini si sono persi per quella strada. Così Dio, che è fedele nonostante l’uomo si comporti male, sceglie un giovane pastorello per farlo diventare re. Così Davide diventa un uomo di Dio e scrive per lui 150 canti! Dio fa tutto questo per dire all’uomo: «Io ti scelgo!».
L’aquila della Decisione
È l’aquila di Maria. Il popolo di Dio continua a non amare Dio ma lui ama così tanto il popolo che decide finalmente di scendere tra loro. Così chiede a una giovane donna, Maria, di portare in grembo suo figlio. Maria dice sì e Dio arriva in terra e si fa uomo: nasce Gesù. Dio fa tutto questo per dirci: «Io sono con te!».
L’aquila della Salvezza È l’aquila di Gesù. Il Messia, Gesù, è arrivato tra gli uomini ma gli uomini non lo accolgono, non lo riconoscono e non credono che sia il figlio di Dio venuto per salvare il popolo. Così lo condannano a morte. Ma Gesù risorge dopo tre giorni e salva l’umanità. La Storia della Salvezza si è compiuta! Dio fa tutto questo per dire all’uomo: «Io ti salvo!». |
|
 |
|