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Dopo Cresima
Innamorarsi e volersi bene
di Stefano Torrisi
L’amore tra giovanissimi è una delle esperienze forti a cui i ragazzi vanno incontro. Se condotto bene, può essere l’inizio della maturità, un’occasione per crescere e rendere felice un’altra persona.
«Qualcuno ti piace, vi parlate, credete di essere innamorati, vi mettete in mostra in mille forme, vi ricercate a volte in modo strano. È capitato anche a te. Ci hai tanto sognato... Ci pensi ogni giorno». Comincia così il libretto Innamorarsi e volersi bene della collana «Dossier Adolescenti» della Elledici. Una serie di agili libretti colorati, che trattato i temi caldi del mondo adolescenziale.
Amicizia e amore
Marco: «Ho preso una cotta tremenda, non riesco a pensare ad altro che a lei. Mi dico che mi passerà, come le altre volte, ma vorrei anche non perdere la sua amicizia. Eppure quando sono con lei non riesco a fare il normale, il disinvolto».
Daniela: «Mi sono innamorata di un ragazzo che ha un anno più di me. Lo vedo ogni giorno e più lo vedo e più mi innamoro di lui; ma lui di me non ne vuol sapere. Questo dura da un anno. Sono disperata, non so che fare».
Non è bene che l’uomo sia solo
Dio non ha pensato l’uomo solo: «Non è bene che l’uomo sia solo», dice Dio: «gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Genesi 2,18).
È per questo che nasce l’amore, quella carica di simpatia che ti attira verso un altro te stesso.
Bernardo: «La sera penso a un sacco di cose, e in particolare a una ragazza. Non posso impedirmi di guardarla durante le lezioni, in ricreazione la seguo con gli occhi, e la mia fantasia si turba molto. Devo dire che i compagni non mi sono di aiuto in questa storia; tutt’altro. Quando torno a casa, tutto mi dà fastidio».
Quasi ti vergogni ad ammetterlo, ma ciò che ti spinge a farti bello, a vestirti in modo ricercato, è il voler far colpo su qualcuno, è la speranza di poter legare con un altro. Vorresti conoscere qualcuno in modo diverso, volergli bene sul serio, in un modo sincero.
Senza secondi fini
Scrive il «Catechismo dei giovani/1»: «Spesso la sessualità, la forza più dirompente che ci apre agli altri e che semina nel cuore la voglia di amare, viene inquinata in esperienze egoistiche, viene banalizzata nei linguaggi e in comportamenti massificati. La nostra fame di novità viene incanalata nell’effimero, nella spettacolarizzazione della vita, nell’usa e getta».
Quando si ama e si vuole davvero il bene dell’altro, lo si desidera con gratuità, senza secondi fini. Può allora crescere un amore vero e significativo.
Ma come fare per orientare nel modo migliore questa ricchezza straordinaria, perché nasca e si sviluppi in modo positivo e maturo e non venga invece banalizzata e sciupata?
AD AMARE S’IMPARA
La diversità sessuale non è data all’uomo per un gioco irresponsabile, ma è un invito alla comunione per un dono di vita. «C’è una silenziosa chiamata di Dio nell’essere uomo o donna» (Il Catechismo dei giovani/1, p.77).
Eugenio: «Quest’anno ho incontrato una ragazza che mi è piaciuta subito. Vorrei che Dio facesse durare questa nostra amicizia. Ma Dio c’entra qualcosa in tutto questo?».
Che cosa pensa Dio di un amore che nasce? Quale compito ha affidato Dio all’uomo e alla donna? E ancora: qual è il significato della nostra sessualità? Cioè, perché nasciamo uomini e donne?
Sono domande che c’introducono al senso più profondo dell’amore tra un ragazzo e una ragazza. Ci aiutano a scoprire le «intenzioni di Dio» sul nostro amore.
Il progetto di Dio
Nella Bibbia si legge: «Dio creò l’uomo simile a sé; lo creò a immagine di Dio; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,27). Dio ha benedetto l’uomo e la donna, li ha fatti l’uno per l’altro.La sessualità è dunque prima di tutto un dono di Dio.
«Poi il Signore li benedisse con queste parole: Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra» (Genesi I,28). il Signore della vita ha affidato all’uomo e alla donna la sua forza creatrice. Li ha voluti così perché insieme, donandosi reciprocamente, diventassero capaci di qualcosa di grande, di creativo: donare la vita. Se cessasse l’amore, finirebbe ogni «esserci».
L’essere uomo o donna è per ogni persona segno della propria ricchezza, ma anche della propria povertà. Ogni uomo e ogni donna hanno bisogno dell’altro per realizzarsi, per completarsi, per vivere. La sessualità è un invito al dialogo, alla collaborazione, ad arricchirsi reciprocamente, a farsi insieme dono per gli altri.
Per un amore grande
La strada dell’amore conosce i suoi scogli, le sue difficoltà. Se innamorarsi non costa fatica e viene spontaneo, ad amare invece si impara.La strada dell’amore è un lungo tirocinio che ha inizio con l’adolescenza, ma che dura tutta la vita.
• Non attaccatevi all’altro come una piovra: lasciatelo respirare, permettetegli di fare altre esperienze, altre amicizie. Non cercate di «catturarlo», di togliergli ogni spazio di libertà per sentirlo interamente ed esclusivamente vostro.
• Amare non è lasciarsi guidare dall’istinto e dal sentimento. Non è voglia di possedere e di dominare, di considerare gli altri come strumenti del proprio piacere. Amare non è neanche guardarsi teneramente negli occhi alla ricerca di un’intesa sentimentale. Amare è riconoscere il destino dell’uomo, il posto che ogni persona deve occupare di fronte all’umanità e a Dio. Bisogna quindi allargare la visuale e chiedersi: Come posso aiutare colui che amo a diventare una persona «riuscita» e renderlo più libero?
• Non privatevi della gioia di fare altre amicizie, altre esperienze. Riservatevi una normale libertà di movimento. Fate capire all’altro che un possesso geloso ed esclusivo non arricchisce e non conviene a nessuno, soprattutto alla vostra età.
• Non esasperate il vostro amore, non forzate il vostro rapporto per renderlo simile a quello degli altri, per raggiungere troppo in fretta certi obiettivi. Non sciupate nemmeno una carezza, se non è giustificata, se non è accompagnata dalla sincerità dell’affetto. Non fate gli innamorati se non avete ancora l’età o se la vostra amicizia non è ancora abbastanza sincera e profonda. Lasciate che i gesti affettuosi crescano con la maturità e la serietà del vostro amore‑donazione, man mano che l’altro diventa qualcosa di importante per voi.
• Se una persona vi interessa, fate amicizia, state insieme con semplicità, cercando di capire ciò che può nascere tra voi, se c’è qualcosa di valido che vi può unire. Non cominciate a fantasticare, ad attribuire all’altro delle qualità inesistenti, a caricarlo di simboli che ne nascondono il vero ritratto.
• Parlate tra voi dei vostri problemi reali e quotidiani, impegnatevi insieme in qualche attività che abbia qualche valore e vi aiuti a maturare. Non nascondetevi i vostri difetti, non escogitate i modi più originali per «fare colpo» su di lui. Troppo spesso l’innamoramento nasce dalla infatuazione, da una simpatia istintiva e non motivata, da qualche impressione fragile che fa battere il cuore. Ci si innamora del «principe azzurro»; si perde la testa per la ragazzina dallo sguardo dolce. Raramente gli amori adolescenziali nascono da vera conoscenza, stima, amicizia.
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